السبت , 20 أبريل 2019 - 9:21 مساءً
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Foad Aodi; No a medici di seria A e medici di seria B in un momento di grave carenza di medici a livello mondiale

Sanità e integrazione ,Amsi e UMEM ; Un esercito di professionisti della Sanità di origine straniera composto da 80 mila persone in Italia e 550 mila medici in Europa merita più rispetto e coraggio nel garantire loro diritti ed i doveri .

Così l’associazione medici di origine straniera in Italia (AMSI)  e la Confederazione Internazionale-Unione Medica Euro Meditteranea (UMEM) lanciano il loro allarme  per quanto concerne  le barriere burocratiche imposte nei confronti dei professionisti della sanità di origine straniera in Italia e  per  il loro diritto all’esercizio della professione presso le strutture pubbliche tramite  concorsi. Purtroppo esiste ancora l’obbligo della cittadinanza per poter sostenere i concorsi pubblici da parte dei professionisti della sanità di origine straniera, nonostante si registri un alta carenza di medici nelle strutture pubbliche e presso i centri di pronto soccorso. Il numero dei medici che lascia il SSN per la  pensione o altri motivi è in aumento, e la situazione tenderà ad aggravarsi nei prossimi anni.
“Ormai dal 2000  chiediamo e proponiamo una soluzione a questa problematica dei concorsi che colpisce i professionisti della sanità di origine straniera senza cittadinanza italiana,  senza nessuna valutazione della nostra proposta ,dichiara Foad Aodi Fondatore dell’AMSI e dell’UMEM e Consigliere dell’OMCEO di Roma dove coordina l’Area Rapporti Affari Esteri e Area Riabilitazione dell’OMCEO  Roma , “consideriamo sempre che si parla di 80 mila professionisti di origine straniera in Italia(20 mila medici,40 mila infermieri ,5000 fisioterapisti ,4000 Farmacisti,1000 psicologi, 250 podologi,250 logopedisti e ci sono anche tecnici di radiologia e di elettromiografia, diplomati Isef e  numerosi professionisti della sanità in attesa del riconoscimento della laurea ottenuta all’estero- secondo  nostre statistiche elaborate all’inizio di Gennaio 2019”
“La maggioranza dei professionisti della sanità di origine straniera esercita nelle strutture private proprio per l’impossibilità di sostenere i concorsi per mancanza della cittadinanza italiana”,continua Aodi dispiaciuto per questa divisione in base a doveri e diritti tra medici di seria A  e medici di seria B, ma sempre eguali nel pagare le tasse ,la quota d’iscrizione all’Ordine. Ma diseguali in assoluto nelle regole per i concorsi.
“ Auspichiamo che il Governo Conte possa ascoltare e accettare le nostre proposte inerenti ai concorsi presso le strutture sanitarie pubbliche presentate tramite i due progetti: “La Buona Immigrazione” e” La Buona Sanità internazionale “, entrambi basati  sul rispetto del principio dei “Diritti e Doveri”, su un’immigrazione programmata , con la concessione ai professionisti della sanità di origine straniera che esercitano in Italia da più di 5 anni con tutti i requisiti richiesti (iscrizione all’ordine,laurea ,e specializzazione riconosciute ) di poter sostenere i concorsi pubblici, con l’impegno ,da parte loro, di fare  richiesta per ottenere  la cittadinanza italiana .
Consideriamo, continua Aodi, che negli ultimi 3 anni a numerosi concorsi non si è presentato il numero richiesto di  medici specialisti, e a volte i concorsi rimangono senza partecipanti.  Inoltre va considerato che numerosi medici di origine straniera vengono assunti con un contratto a termine, con chiamata diretta e ben consci che, successivamente, perderanno il posto di lavoro quando verrà  indetto il concorso “.
Infine  tra le statistiche importanti presentate dall’Amsi e dall’UMEM , nell’arco del 2018, ci dicono che sono giunte più di 500 richieste ed offerte di lavoro per medici stranieri  presso le strutture sanitarie pubbliche e private italiane ,con  un aumento del 35% di richieste da parte di medici italiani di poter esercitare all’estero e del 25% di professionisti della sanità di origine straniera di rientrare nei loro paesi di origine .
Invece in Europa ci sono più di 550 mila medici di origine straniera,  di cui 450 mila esercitano la professione  in modo stabile e 100 mila in mobilità .Numerosi paesi europei offrono condizioni economiche e burocratiche vantaggiose e più immediate per combattere il fenomeno  della carenza dei medici , che sta diventando un preoccupante fenomeno mondiale, considerando anche le  richieste che arrivano all’Amsi dall’Europa,Sud America  ,dai paesi del Golfo e dalla stessa Italia.

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